Massimiliano Alvini 2.0, il ritorno. Il tecnico, esonerato dopo la sconfitta interna contro il Palermo e richiamato in sella, è sembrato molto carico nella conferenza stampa della vigilia della trasferta di Frosinone.
LE PAROLE DI ALVINI IN CONFERENZA
Come ha trovato la squadra e quali sono le defezioni?: “La squadra da un punto di vista psicologico l’ho trovata abbattuta per gli ultimi risultati negativi. Abbiamo diversi infortunati e squalificati tra cui Caporale, Martino, Sgarbi e Garritano. Fumagalli inoltre non sta benissimo. Possiamo anche pensare di schierarci in maniera diversa in difesa“.
L’infortunio di Garritano e i tempi di recupero: “Garritano ha subito un fastidioso infortunio al polpaccio, non sarà sicuramente tra i convocati di domani. Difficile il suo recupero anche per la prossima partita. Mi auguro di averlo almeno a disposizione per la trasferta di La Spezia“.
L’atteggiamento tattico contro il Frosinone: “Il Frosinone è un avversario che è molto in forma. Ha gamba, gioca bene sugli esterni, molto bravo nell’uno contro uno. Bisognerà mettere in campo le nostre migliori caratteristiche per portare a casa il risultato. Bisognerà giocarcela fino alla fine giocando alti e aggressivi.“
Il suo ritorno sulla panchina del Cosenza: “Sono tornato perchè credo alla salvezza. Ci tengo a specificarlo subito. Non sarei mai andato via e non ho nessun senso di rivalsa. Voglio portare avanti il mio lavoro e ridare dignità alla squadra. La salvezza è difficilissima ma bisogna provarci, abbiamo 7 partite per provare a fare una vera impresa sportiva“.
I pensieri passati per la testa in questo mese di assenza: “Si sta veramente male a stare fuori quando sai di averci messo l’anima e tutta la passione che hai in corpo. Dopo Natale la squadra ha avuto una flessione. Ci mancano dei punti per colpa nostra dovuti ad errori banali. Bisogna cercare di correggerli in fretta“.
La condizione di Cruz: “Cruz finalmente sta bene, io non l’avevo mai allenato. Domani potrebbe giocare“.
I possibili rimpianti prima dell’esonero: “Io posso determinare solo quello che succede sul campo. In tutti i posti dove ho allenato alla fine del mio percorso il mio intento è sempre stato quello di lasciare una società migliore di come l’ho trovata. Sicuramente quest’anno è stato molto difficile e particolare, abbiamo fatto tutti degli errori“.
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