Orchomenella rinamontiae. E’ questo il nome di un nuovo crostaceo rinvenuto in Antartide. Si tratta di una nuova specie di gamberetto antartico, che appartiene all’ordine degli anfipodi. Ad effettuare l’importante scoperta scientifica, un team di ricercatori, coordinato dall’Università degli Studi di Trieste. Si tratta di Piero Giulianini, Samuele Greco, Elisa D’Agostino, Marco Gerdol, Alberto Pallavicini, Chiara Manfrin. Lo studio ha, infatti, coinvolto dei gruppi di ricerca di zoologia applicata e di genomica dell’UniTS. La rivelazione è stata effettuata nel corso della 33esima spedizione antartica italiana, presso la Baia di Terra Nova.
L’Orchomenella rinamontiae è stata scoperta in prossimità della Stazione Antartica Italiana “Mario Zucchelli”, da Pietro Giulianini. Si tratta di uno zoologo e docente presso il Dipartimento di Scienze della vita all’UniTS. Inoltre, hanno preso parte alla ricerca scientifica Claude de Broyer del Royal Belgian Institute of Natural Sciences ad Ed Hendrycks del Canadian Museum of Nature.
Il nome attribuito alla nuova specie è un omaggio a Rina Monti, la prima donna che ottenne una cattedra universitaria di zoologia in Italia nel 1907.
“Il crostaceo ha un ruolo chiave negli ecosistemi marini”
“Il crostaceo di nuova classificazione ha un ruolo chiave negli ecosistemi marini, contribuendo a mantenere l’equilibrio ecologico – si legge in una nota divulgata dall’ateneo- Monitorare l’abbondanza e la diversità di queste categorie di gamberetti spazzini aiuterà a comprendere gli effetti delle attività umane sull’ambiente marino, fornendo indicazioni preziose dei cambiamenti globali in atto.”
“Grazie a un’innovativa tecnica di imaging, – prosegue – la microtomografia a raggi X, i ricercatori hanno potuto analizzare dettagliatamente il nuovo crostaceo senza danneggiare il campione. La scoperta non solo arricchisce il catalogo delle specie marine antartiche conosciute, ma dimostra anche l’importanza dell’utilizzo di tecnologie avanzate per la ricerca scientifica che consentono di migliorare la precisione e i tempi con cui si ottengono i risultati.”
Nel team di ricerca coinvolta anche l’Università della Calabria
La ricerca scientifica che ha portato alla scoperta dell’Orchomenella rinamontiae è stata possibile anche grazie al contributo dell’Università della Calabria. L’analisi dei dati della microtomografia a raggi X eseguita al Sincrotrone Elettra di Triste ha, infatti, coinvolto il fisico Sandro Donato e la zoologa Anita Giglio, entrambi provenienti dall’ateneo calabrese.


























