E’ stato tratto in arresto questa mattina, a Milano, il cantante neomelodico Niko Pandetta, nipote del boss Salvatore “Turi” Cappello, recluso in carcere in regime di 41-bis. Una settimana fa, la Cassazione aveva reso definitiva la pena di 4 anni per spaccio, respingendo il ricorso dei suoi avvocati.
Nei giorni scorsi, il rapper catanese aveva divulgato sui social la notizia, tranquillizzando i fans e sostenendo che la condanna non lo avrebbe allontanato dal mondo della musica. Tuttavia, il cantante aveva fatto perdere improvvisamene le proprie tracce, sottraendosi alla carcerazione.
“Sono abituato agli spazi stretti, alle case piccole, alle celle, alla scena italiana. Quando tornerò là mi porterò il vostro affetto. Da dentro vi darò una nuova musica. Uscirò e mi vedrete più forte di prima.” Queste le parole che si leggono sotto ad un post Instagram, pubblicato dal rapper lo scorso 10 ottobre.
Solo nelle scorse ore, il personale della Sezione Criminalità Organizzata della Squadra Mobile di Milano, diretto da Marco Calì e Nicola Lelario, è riuscito a rintracciarlo. Il cantante aveva raggiunto il quartiere milanese di Quarto Oggiaro e aveva con sé 12 mila euro. Alla condanna per spaccio di droga si aggiunge, dunque, anche l’evasione.
La controversa carriera musicale
Il nome reale è Vincenzo Pandetta, classe 1991. E’ sbarcato sullo scenario musicale soltanto negli ultimi anni, dedicandosi dapprima al genere neomelodico e, in seguito, al genere Trap.
Agli albori della sua carriera risale una canzone dedicata allo zio Salvatore “Turi” Cappello. La sua hit più conosciuta, tuttavia, è stata pubblicata nel 2022. Dal titolo “Pistole nella Fendi”. La canzone si è trasformata in un tormentone, totalizzando più di 37 milioni di visualizzazioni su Youtube.
I testi, che spesso esaltano i valori della criminalità, hanno scatenato, nel corso del tempo, numerose polemiche. Molte città hanno, infatti, vietato i suoi concerti, originando pareri controversi. L’ultima apparizione pubblica risale allo scorso 3 settembre. Sui social era, infatti, circolato un video che lo ritraeva a Milano, in Curva Sud, ad intonare i cori tra i tifosi del Milan. Poi la fuga e infine l’arresto, avvenuto questa mattina.
























