Mister Buscè in conferenza stampa: "Credo nel mio entusiasmo"

Si è svolta stamattina al Park Hotel 108, sede del ritiro del Cosenza, la presentazione ufficiale del ds Fabio Lupo e del nuovo allenatore Antonio Buscè, accompagnati al tavolo delle conferenze dal dirigente Luigi Micheli.

“Cercherò di fare il mio dovere, – ha detto Buscè – come ho sempre fatto in tutti questi anni sul campo. Ho nel dna anni di lavori importanti. Sono qui per raddrizzare la barca e portarla a fare un viaggio importante. Ho chiesto garanzie al direttore sulla costruzione della squadra.

Inutile pensare al passato, – aggiunge il tecnico – scelgo le persone. Non deve mancare mai il valore umano. Ho bisogno di gente motivata, non voglio alibi né scuse. Mi sono costruito da solo nella mia carriera. Non è possibile costruire tutto in 48 ore. Bisogna avere pazienza. Conosco il valore umano che posso portare al Cosenza. Di altre situazioni non me ne occupo.

Il mio compito è quello di trovare le persone motivate per dare una mano. Ho già lavorato in Calabria e confermo che la Sila è un posto stupendo e adatto a fare un ritiro precampionato.”

BUSCÈ SULLA ROSA ATTUALE

La rosa è una buona squadra, – continua Buscè – con una retrocessione alle spalle. Bisogna sposare un progetto e guardare solo avanti e non più indietro. Non mi piacciono le forzature. Altre situazioni competono alla società ma bisogna creare nella squadra un senso di appartenenza. Il progetto va costruito nel quotidiano, i contratti vanno e vengono e credo in quello che faccio e nell’entusiasmo che porto. Voglio fare qualcosa di importante per il club.

Non mi piace parlare dei singoli” – aggiunge Buscè – “Bisogna fare l’interesse del Cosenza Calcio. Chi viene e vuole rimanere a Cosenza deve avere motivazioni. Se non si segue questa linea si fa un errore pazzesco.

Tutti i giocatori sono importanti. Ho visto un gruppo che risente ancora delle fragilità dovute alla retrocessione del campionato scorso. Non bisogna prendere calciatori tanto per prendere. Cerchiamo di costruire una squadra competitiva all’altezza del girone C che è una B2. La lega Pro è un campionato in cui l’aspetto caratteriale è importantissimo.”

SUL MODULO

Non c’è solo un modulo. Ho giocato sempre a 4, – conclude Buscè – ma l’anno scorso a Rimini abbiamo deciso insieme di cambiare modulo e giocare a 5. Tutto dipende dalle caratteristiche dei calciatori e dalle motivazioni.

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