Conclusa con successo la missione Artemis II: il rientro a 38.000 km/h e lo "splashdown" nel Pacifico
Conclusa con successo la missione Artemis II: il rientro a 38.000 km/h e lo "splashdown" nel Pacifico

Si è conclusa con successo la missione Nasa Artemis II, che ha riportato, dopo più di mezzo secolo, l’uomo verso la Luna. Dopo dieci giorni di viaggio, la capsula Orion, con a bordo i quattro astronauti protagonisti del viaggio, è ammarata nelle scorse ore nell’Oceano Pacifico.
Alle 2:07 della notte tra il 10 e l’11 aprile (ora italiana), Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen hanno toccato nuovamente la superficie terrestre, affrontando una delle fasi più pericolose del viaggio.

Artemis II, la delicata fase di rientro a circa 38.000 km/h, fino allo “Splashdown” nel Pacifico

La capsula Orion, dopo aver raggiunto il satellite e aver sorvolato il suo “lato nascosto”, si è servita della spinta gravitazionale per riavvicinarsi alla Terra. Alle 01:33 dell’11 aprile (ora italiana) la capsula, con a bordo l’equipaggio, si è distaccata, come previsto, dal modulo di servizio europeo, iniziando la discesa.

Questa delicata fase ha visto Orion rientrare nell’atmosfera verso la superficie terrestre ad una velocità molto elevata, fino a circa 38.000 km/h. La capsula, ribattezzata “Integrity” dall’equipaggio, ha così sopportato con successo le elevatissime temperature, di circa 2800 C°, causate dall’attrito con l’aria durante la discesa.

Si è trattato della fase di Artemis II che ha suscitato maggiore preoccupazione, soprattutto alla luce delle diverse tragedie verificatesi nella storia delle missioni spaziali, spesso dovute a difficoltà nel sopportare le estreme temperature. Il 1 febbraio 2003, lo Space Shuttle Columbia si disintegrò durante il rientro, provocando la morte di tutto il suo equipaggio. Una sorte simile aveva caratterizzato, poco meno di un ventennio prima, lo Space Shuttle Challenger, esploso, invece, durante la fase di decollo.

Già nel corso del precedente viaggio della missione Artemis, privo di equipaggio, erano state registrate delle anomalie durante il rientro, che hanno spinto la Nasa ad apportare delle modifiche alla traiettoria del rientro di questa seconda spedizione, dimostratasi invece un successo.

Poco prima dell’impatto con le acque del Pacifico, denominato “splashdown”, l’apertura dei paracadute ha consentito alla capsula di atterrare. Maggiori difficoltà sono state invece riscontrate nel recupero di Orion dalle acque, a causa delle forti correnti, che hanno causato dei rallentamenti. Tutti gli astronauti a bordo, secondo i primi controlli sanitari, sarebbero “in condizioni eccellenti”.

Artemis, il programma che riporterà l’uomo sulla Luna

La spedizione rientra in un ampio progetto articolato in diverse fasi, con l’obiettivo principale di consentire nuovamente all’uomo il raggiungimento della superficie lunare dopo più di mezzo secolo. La prima fase, Artemis I, si è svolta dal 16 novembre 2022 all’11 dicembre 2022. Protagonista del primo dei quattro viaggi del programma, la navicella Orion, che ha sorvolato il satellite priva di equipaggio.

Artemis II è stato, invece, il primo viaggio della missione che ha riportato l’uomo verso la Luna. Partiti dalla Florida alle 18:35 di mercoledì 1 aprile, ora locale (00:35 di giovedì 2 aprile in Italia), i quattro protagonisti della missione, il comandante Nasa Reid Wiseman, il pilota Nasa Victor Glover, la specialista di missione Nasa Christina Koch e lo specialista di missione Jeremy Hansen dell’Agenzia Spaziale Canadese (ASC), hanno raggiunto il satellite e sorvolato il lato non visibile dalla Terra.

Il viaggio Artemis II ha anche permesso di stabilire il record di maggior lontananza dalla superficie terrestre mai raggiunta dell’essere umano. Il precedente record era stato stabilito nel 1970, nel corso della missione Apollo 13. Quest’ultima aveva portato l’uomo a 248.655 miglia dalla Terra. I quattro astronauti della missione Artemis, invece, hanno raggiunto una distanza di 252.756 miglia (406.700 km).

Ad Artemis II seguirà, invece, Artemis III, prevista per il prossimo anno. Durante il terzo viaggio del programma Artemis, dovrebbero essere effettuate delle prove di attracco, preparatorie alla quarta e ultima fase, Artemis IV. Quest’ultima, prevista per il prossimo 2028, riporterà l’uomo a calpestare il suolo lunare.

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