Il Presidente Guarascio col ds Gemmi e la squadra del Cosenza (foto Farina e Mannarino)
Il Presidente Guarascio col ds Gemmi e la squadra del Cosenza (foto Farina e Mannarino)

Era già successo che il Cosenza subisse cinque sconfitte consecutive. Bisogna però tornare al 2019/2020, quando il filotto negativo costa il posto a Piero Braglia. Non che in generale il trend degli ultimi anni abbia dato modo ai tifosi rossoblù di essere particolarmente orgogliosi della propria squadra. La costante di tutti i campionati di Serie B dal 2018 in poi, infatti, è sempre stata la sofferenza, parola che non a caso fa rima con Cosenza.

Curiosamente il torneo nel quale l’obiettivo è stato portato in porto con maggiore scioltezza è stato proprio quello del ritorno in cadetteria. Invece che subire lo scotto dell’adattamento a palcoscenici pressoché sconosciuti al club, paradossalmente lo stesso si è disabituato col tempo. È ora il momento di sciorinare altri record, poco invidiabili. Un anno e sette mesi (dal 30/1/2021 al 14/8/2022, la bellezza di 29 partite) senza vincere in trasferta. 2020/2021: primo successo casalingo stagionale solo alla 25ª giornata, 1-0 al Chievo. Per par condicio vanno ricordate anche le strisce positive. Niente di memorabile, intendiamoci. Il Cosenza è uscito dal campo imbattuto per non più di 6 gare di fila. Due i precedenti: 2018/2019 a guida Braglia e 2020/2021 a guida Occhiuzzi.

La squadra contestata dopo la sconfitta con il Frosinone (foto Mannarino)
La squadra contestata dopo la sconfitta con il Frosinone (foto Mannarino)

Stato dell’arte ad oggi 7 novembre 2022. Dopo un inizio incoraggiante, i rossoblù sono ripiombati nella zona rossa della classifica, quella con cui hanno maggiore familiarità. Ci finiscono con il solito incedere sconfortante e disamorante. Sembrano svanite le speranze di un presente e un futuro diversi. Ancora una volta si cercherà di evitare la retrocessione. Prospettarsi altri obiettivi al momento appare davvero irrealistico.

Le domande. Quando il Cosenza Calcio si abituerà alla Serie B? Quando smetterà di palesare questa sensazione di inadeguatezza? Di apparire sempre e ciclicamente nettamente inferiore all’avversario di turno (se non in rare apparizioni)? Perché ci si ostina a ripetere gli stessi errori senza mai imparare da questi, senza mai fare tesoro delle esperienze pregresse? Si continuerà a puntare alla salvezza all’infinito? A provare a strapparla sempre per il rotto della cuffia, sempre con il solito miracolo? È utopico pensare di farlo grazie alla progettazione, sinonimo di programmazione?

Da Cosenza in 5 anni di cadetteria sono transitati centinaia di calciatori. Si sono alternati 7 allenatori e 3 direttori sportivi. Ad avere una sconcertante quanto disarmante regolarità i risultati. A rimanere la medesima la proprietà del club. Che sia questa la risposta ai tanti quesiti?