Da Cosenza all'Argentina, il grido unanime delle tifoserie Verità per Denis Bergamini
Da Cosenza all'Argentina, il grido unanime delle tifoserie Verità per Denis Bergamini

Sono passati 35 anni dalla scomparsa di Denis Bergamini, il calciatore del Cosenza trovato morto lungo la statale 106 a Roseto Capo Spulico il 18 novembre 1989. La procura di Castrovillari ha chiesto 23 anni di carcere per Isabella Internò, ex fidanzata del ferrarese. La donna, assente dall’aula, è imputata per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi in concorso con ignoti.

La stessa Internò per anni ha sostenuto che Bergamini si sarebbe suicidato, affermando: “Denis si è buttato a pesce davanti al camion che l’ha travolto”. Al contrario la sorella, Donata Bergamini, ha sempre sostenuto l’ipotesi dell’omicidio, e porta avanti tutt’ora una battaglia legale lunga e dolorosa.

Il procuratore di Castrovillari, Alessandro D’Alessio, ha sottolineato: “Internò ha agito con volontà con persone in corso di identificazione. Isabella Internò ha tradito l’affetto che il ragazzo aveva per lei, ha esasperato lei il rapporto e pur di salvare l’onore non ha esitato ad agire come sappiamo. Per il tempo trascorso, però, merita le attenuanti generiche e per questo che non chiediamo l’ergastolo, ma 23 anni di reclusione”. Sempre per il magistrato il delitto sarebbe maturato in un “contesto patriarcale”, che esigeva la celebrazione “di un matrimonio riparatore” che la ragazza, ventenne all’epoca dei fatti, avrebbe desiderato nel 1987 dopo essere rimasta incinta del calciatore.

Adesso la parola passa alle parti civili e poi alla difesa. La sentenza è attesa per il primo ottobre.

L’INIZIATIVA DEGLI ULTRAS DI TUTTA ITALIA

In attesa della sentenza sopra citata, in occasione del match di campionato tra Cosenza e Sassuolo, è apparsa una nota congiunta delle due curve rossoblù – la Sud “Donato Bergamini” e la Nord “Massimiliano Catena”:

«Sono passati 35 anni da quel maledetto 18 novembre 1989, giorno in cui venne ucciso Denis. 35 anni di menzogne, depistaggi, insabbiamenti, finalizzati a nascondere la verità. Sono stati 35 anni di dolore, rabbia, caparbietà, con cui sua sorella Donata, la sua famiglia, i suoi compagni di squadra, la tifoseria tutta, hanno imparato a convivere. Con un solo obiettivo: la Verità. Essere ultrà a Cosenza non può prescindere dal pretendere e dal rivendicare la verità sulla morte di Denis. E’ proprio per questo che nella nostra città e nella nostra provincia la verità continua e continuerà a tramandarsi di generazione in generazione. Lo abbiamo promesso a Denis, ai suoi familiari, a noi stessi, che non ci saremmo più voltati dall’altra parte. Per questo motivo vorremmo che Denis indossasse simbolicamente la maglia numero 8 di una, dieci, cento squadre diverse, dai colori sociali diversi, accomunando una, dieci, cento tifoserie fra loro rivali, unite nel chiedere a gran voce che venga fatta luce su questi 35 anni di tenebre, fino… alla Verità. Ci rivolgiamo dunque a tutte le tifoserie italiane ed estere chiedendo di aderire a questa iniziativa. Per far sì che la voce di Denis riecheggi in tutto il Paese e sia anche in grado di oltrepassare i confini».

E così ieri, al “Marulla“, due striscioni con la scritta “Verità per Denis” sono apparsi all’ottavo minuto del match. Presente alla partita anche Donata Bergamini, in Calabria per l’intitolazione del lungomare del comune di Grisolia alla memoria di Denis. Anche gli ultras del Catanzaro e della Salernitana hanno voluto aderire all’iniziativa lanciata dagli “eterni rivali” sul campo. Così come altre tifoserie sparse in tutta Italia hanno dimostrato vicinanza a Cosenza e ai cosentini per una vicenda di cronaca che merita la sua conclusione.

IL NUMERO 8 DI DENIS BERGAMINI ANCHE IN ARGENTINA

Nelle ultime ore, poi, è arrivata anche a noi in redazione una foto più che significativa. Il lupo Enrico Facciolla espone la storica maglia numero 8 di Denis allo storico Stadio Alberto José Armando, noto come La Bombonera, di Buenos Aires, durante il Superclásico tra Boca Juniors e River Plate. Il grido unanime “VERITA’ PER DENIS BERGAMINI” è arrivato, adesso, anche oltre oceano.

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