L’inizio del nuovo anno ha emesso già una sentenza. Scritta, prevista e prevedibile. Un altro professionista è finito nel tritacarne del Cosenza calcio: il suo nome è quello di Salvatore Gualtieri, direttore generale rossoblù per soli tre mesi.
Tanto è bastato ad una figura credibile e dal curriculum importante per promettere, metterci la faccia e sparire. Un po’ come era successo, in forma ridotta, al collega e concittadino crotonese Beppe Ursino, annientato la scorsa stagione dal duo Guarascio-Scalise. Inutile sottolineare che entrambi fossero animati da buone intenzioni, per poi scontrarsi con una realtà che di professionismo ha ben poco, realtà nella quale operare è praticamente impossibile.
Sono però i contorni dell’ultima vicenda spiacevole – solo in ordine cronologico visto che il Cosenza ormai ha una calamita per gli episodi poco edificanti – a far sorridere. In attesa che qualcuno faccia chiarezza (attesa sicuramente vana) sembrava inizialmente che Gualtieri si fosse dimesso. Il comunicato del Cosenza Calcio ha fornito invece una nuova chiave di lettura all’accaduto. Il club rossoblù precisa infatti che il rapporto tra le parti si intende cessato alla naturale scadenza del contratto, il 31 dicembre 2025. Se questo era un tentativo di uscirne meglio, è sicuramente mal riuscito.
“GUALTIERI, HAI TRE MESI PER CAMBIARE TUTTO“
Si deduce infatti che i vertici della società volessero iniziare un nuovo percorso con una figura di tutto rispetto assumendolo con un contratto di soli tre mesi. Impensabile ovunque. Non nel fantastico mondo Cosenza calcio. Si potrebbe dire lo stesso del “malcalpitato” Gualtieri. L’ex dg, per chi non lo sapesse, si è in questa breve fase prodotto nel lancio di progetti identitari, ricerca di nuovi sponsor, tentativi di riappacificazione con le parti, promesse di ricostruzione dei quadri organizzativi, esportazione del brand Cosenza in giro per l’Europa e tanto altro ancora.
Non ha ammaliato nessuno. Non per colpe sue ma per mancanza di affidabilità della società che rappresentava. Al di là dei risultati, prevedibili da tutti se non da chi continua ad avere i paraocchi o è mosso da convenienze di sorta, stupisce che Gualtieri si sia prodigato con tanto impegno, nonostante un contratto così breve. Senza garanzie, senza fiducia a lungo termine.
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