Un incontro necessario, fatto al momento giusto. La presentazione del libro “La guerra mondiale a pezzi e la disfatta dell’Unione Europea“ dello storico Piero Bevilacqua, ha rappresentato per i presenti un’opportunità di chiarezza sull’attuale situazione geopolitica. Organizzato dall’ANPI di Catanzaro, nell’ambito delle iniziative che anticipano il 25 aprile, giorno della Liberazione, l’evento si è svolto ieri nella libreria Ubik del quartiere Lido, a Catanzaro.
La consapevolezza per ciò che ci succede intorno
Ad aprire l’incontro con i saluti iniziali, è stato Nunzio Belcaro, libraio e assessore alla Pubblica Istruzione e alle Politiche Sociali del Comune del capoluogo: “Con Piero Bevilacqua e con tutti gli interlocutori messi in campo dall’ANPI questa sera, c’è la possibilità di prendere ognuno di noi pezzettini di consapevolezza per la situazione che si sta verificando nel mondo in questo ultimo periodo“.
L’intervento dell’Anpi Catanzaro
“Quando presentiamo un libro è perché il libro risponde a un’esigenza”, ha spiegato Mario Vallone, presidente provinciale ANPI Catanzaro, aggiungendo: “Il libro di Bevilacqua è importante per molti motivi, tra queste pagine ripercorriamo il periodo che va dalla guerra in Ucraina in poi, fino all’attualità. Questo volume risponde a cosa ne sarà dell’UE e a cosa si può fare per un assetto di pace. Inoltre ci si domanda se si può ancora comporre in Italia una sinistra radicale, non eversiva. E poi, dal momento che sembra che il diritto di critica in Europa è stato in qualche modo bandito, come si risponde a questa deriva che c’è da parte dell’informazione riguardo a questi conflitti come quello in Ucraina o a Gaza?“.
Il libro spiegato dallo storico Bevilacqua
E’ poi stata la volta dell’intervento di Piero Bevilacqua: “Sono uno storico che ultimamente si è occupato di storia dell’ambiente, però sono anche testimone del mio tempo, molto vigile, e vedevo sulla stampa una rappresentazione falsa che capovolgeva interamente la realtà dei fatti, facendo partire le guerre dal presente. Ma da storico sono abituato a vedere i precedenti che portano al presente e andando all’indietro ho visto le cause sia per ciò che riguarda la Russia e l’Ucraina e sia per ciò che riguarda Israele e la Palestina. In questa informazione della stampa e della televisione, per me disonesta, ho voluto scrivere tentando di essere sempre onesto e aderente ai fatti per offrire al pubblico una sintesi generale“.

Il ruolo dell’informazione
Pone una lente d’ingrandimento sull’informazione il giornalista Filippo Veltri che, con copia del Corriere della Sera in mano, spiega: “Nell’edizione di oggi, e anche in quella di ieri, non ha una notizia riguardante Gaza. Siamo di fronte a un ribaltamento della storia, della cronaca e della verità e questo non riguarda solo l’Italia ma riguarda tutto quanto l’Occidente“.
Far tornare al centro del dibattito il diritto
Valentina Falsetta, laureanda in Giurisprudenza, ha aggiunto: “Questo è un libro dal linguaggio accessibile e dal modo trasversale di trattare vari argomenti. Parte dal diritto internazionale, comprendendo delle parole di cui abbiamo paura e che abbiamo escluso dal nostro dialogo. Per la prima volta dopo la guerra in Jugoslavia stiamo assistendo a quella che è un’impunità totale della violazione dei diritti basilari per questo bisogna far tornare al centro del dibattito il diritto. C’è da domandarsi se c’è una possibilità di aprire un campo progressista soprattutto per le nuove generazioni“.
Coinvolgere i giovani
Tra gli interventi conclusivi quello di Armando Vitale, Presidente Fondazione Imes Catanzaro e Associazione Gutenberg Calabria: “Per quanto riguarda le notizie che ci vengono date, oggi siamo davanti ad una scoperta amara e vale sia per i giornali che per i canali televisivi che si presentavano come canali controcorrente, ma che poi tali non si sono rivelati. C’è una condizione di marginalità rispetto ai grandi temi che in questo momento dominano la scena, bisogna agire in qualche modo anche come fa la stessa ANPI, bisogna fornire cultura e idee ai nostri ragazzi che è ciò che sto facendo col Progetto Gutenberg.
Questo libro mi intestardisce nelle mie convinzioni, ecco perché io penso che la discussione di questa sera debba proseguire in città, magari coinvolgendo i giovani. L’appuntamento di questa sera deve essere una premessa e mi auguro che l’ANPI e altre organizzazioni possano in breve tempo immaginare una riunione in cui mettere insieme un piano perché avanzi la coscienza di questi temi, per vedere un mondo pacificato“.
Il dibattito conclusivo con Bevilacqua
L’incontro ha anche riscontrato il vivo interesse dei presenti, che hanno fatto riflessioni e domande, creando un dibattito coinvolgente tra pubblico e lo storico Bevilacqua.
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