Gabriele Gravina (foto Francesco Farina)
Gabriele Gravina (foto Francesco Farina)

Il calcio italiano si prepara a vivere uno dei passaggi più delicati degli ultimi anni. Dopo il pesante ko di Zenica, Gabriele Gravina ha ufficialmente rassegnato le dimissioni dalla carica di presidente della FIGC, segnando di fatto la fine di un ciclo ai vertici del movimento calcistico nazionale.

L’annuncio è arrivato nel corso di una riunione tenutasi presso la sede federale di Roma, alla presenza di tutte le principali componenti del sistema calcio: dalla Serie A alla Serie D, passando per le leghe professionistiche, i dilettanti, l’Associazione allenatori e quella dei calciatori. Un momento carico di tensione e significato, che certifica come la crisi recente abbia accelerato decisioni ormai inevitabili.

Con le dimissioni, Gravina ha contestualmente fissato la data delle nuove elezioni: il prossimo 22 giugno verrà infatti scelto il nuovo presidente federale. Fino a quel momento, l’ormai ex numero uno continuerà a svolgere le sue funzioni in regime di prorogatio, garantendo la continuità istituzionale.

Per la successione si profila una corsa a più nomi, anche se alcuni candidati sembrano già in vantaggio. In prima fila c’è Giovanni Malagò, sostenuto soprattutto dai vertici della Serie A, forte della sua esperienza alla guida del CONI. Accanto a lui spicca il profilo di Giancarlo Abete, già presidente federale tra il 2007 e il 2014, figura considerata di garanzia e con una lunga conoscenza delle dinamiche interne.

Non va sottovalutata neppure la candidatura di Matteo Marani, attuale presidente della Lega Pro, che rappresenterebbe una soluzione più innovativa e legata al rinnovamento. Più defilato, almeno al momento, Demetrio Albertini, appoggiato in particolare dall’Associazione calciatori.

Il quadro resta in evoluzione e le prossime settimane saranno decisive per capire quale direzione prenderà il calcio italiano. Tra esigenze di rinnovamento e ricerca di stabilità, la scelta del nuovo presidente FIGC rappresenterà un passaggio cruciale per il futuro dell’intero movimento.