Argentina-Arabia Saudita

Argentina subito pericolosa in avvio con l’uomo più atteso. Leo Messi, al suo ultimo mondiale, prova a lasciare subito il segno. Si fionda su un pallone vagante e costringe Al Owais a distendersi in tuffo per respingere il pallone destinato nell’angolino basso. Gioia rinviata solo di qualche minuto. Il var richiama l’attenzione del signor Vincic, che va a rivedere l’azione incriminata nell’area saudita e indica il dischetto. Implacabile Leo Messi, al settimo centro in una rassegna iridata. L’atteggiamento di un’Arabia Saudita che tiene una linea difensiva non paga, anzi. È l’albiceleste a raddoppiare al 28′ con lo scavetto delizioso di Lautaro Martinez.

Tutto vanificato dal Var, che ravvisa una posizione di offside del Toro. La storia si ripete poco dopo. Con maggiore attenzione da parte degli avanti sudamericani il punteggio avrebbe potuto essere più ampio, ma si va al riposo sull’1-0. In avvio di ripresa accade quello che non ti aspetti. Difesa argentina colta di sorpresa dall’imbucata di Al Buriakan per Al Shehri, che trafigge Martinez con un diagonale preciso. Tutto da rifare per i due volte campioni del mondo. Non è finita qui perché pochi minuti più tardi l’Arabia Saudita, clamorosamente, completa la rimonta. Il gol è un gioiello di Al Dawsari, che aggira due difensori e spara un destro di rara precisione nel sette. Scaloni corre ai ripari e getta nella mischia Lisandro Martinez, Alvarez e Fernandez. Fuori Romero, Papu Gomez e Paredes.

A nulla serve l’assalto finale dell’Argentina, che va a sbattere sulle parate di Al Owais e il muro eretto dal ct francese Renard. Si contano almeno 6 difensori sauditi in campo nell’infinito recupero concesso dall’arbitro. Vince a sorpresa senza rubare nulla l’Arabia Saudita.

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