C’è, nel panorama sportivo locale, un morto che cammina. Si trascina stancamente da una stagione all’altra ma non ha futuro. È chiaro che il suo destino sia ormai segnato. Con questi chiari di luna non avrà vita lunga. Vegeta, senza ambizioni né emozioni, abbandonato da tutti.

È affiliato alla FIGC con la denominazione di Cosenza Calcio srl ma non rappresenta più da tempo città e tifosi. È un’entità autoriferita. Assoggettata a proprietari dalla nota identità, che eviteremo di nominare per proseguire indefessi nel processo di oblìo. Si chiude qui infatti il passaggio inevitabilmente propedeutico al clou della questione.

Torniamo nel presente proiettato al prossimo futuro. Il passato rimane agli atti e sarà ricordato, anche nelle poche gioie regalate alla tifoseria, quando i soggetti di cui sopra apparterranno anch’essi al passato. Non manca molto di questo passo: la corda si spezzerà.

La domanda è: cosa succederà al calcio cosentino e alla passione di migliaia di tifosi? Preso atto della morte sportiva del Cosenza calcio che si appresta, con i soliti cronici ritardi, ad affrontare il secondo campionato consecutivo di C con conseguente forte ridimensionamento degli obiettivi, bisognerà capire (con il cuore ricolmo di speranza) se ci saranno nella stagione 2026/2027 undici uomini in maglia rossoblù ad accendere passione, a suscitare emozioni.

Altrimenti detto: chi interverrà per evitare agli aficionados rossoblù un (altro) anno buio, grigio, triste e weekend pieni di noia? La palla passa nelle mani di uno o più imprenditori di buona volontà che abbiano a cuore le sorti del calcio cittadino investendo in un progetto certamente difficile, impegnativo e inizialmente forse poco remunerativo.

L’unica strada da percorrere, e abbastanza in fretta, è quella che porta al cambio di denominazione della DB Rossoblù Città di Luzzi, squadra che milita nel campionato di Eccellenza. I tempi sono ristretti: entro il 15 luglio al club gestito da patron Gencarelli, che avrebbe manifestato la sua disponibilità, andrebbe aggiunto il nome “Cosenza“, piazzato un bel lupo sul petto e garantita l’iscrizione. Il rosso e il blu già ci sono.

La prossima assemblea pubblica (data e luogo da definire) dovrebbe essere chiarificatrice in tal senso. È la speranza di tutti. L’unica speranza che i vessilli rossoblù possano essere rispolverati e mostrati con l’orgoglio, l’identità e l’appartenenza calpestate, violentate e vituperate in maniera ignobile.

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