Orrore a Longobucco, cane legato al collo e trascinato da un pick-up. Indagini in corso
Orrore a Longobucco, cane legato al collo e trascinato da un pick-up. Indagini in corso

Sta suscitando sdegno e indignazione una fotografia scattata nel cosentino e circolata sul web negli scorsi giorni. Protagonista del terribile scatto, un cane ormai senza vita, riverso sull’asfalto e insanguinato, legato al retro di un pick-up con una corda stretta attorno al collo. La vicenda è accaduta nel territorio di Longobucco, in provincia di Cosenza, la scorsa domenica 29 marzo. Non è chiaro se l’animale fosse già morto al momento del trascinamento o se, al contrario, sia stato il violento gesto e il cappio stretto attorno al collo a provocarne il decesso.

A scattare e condividere la fotografia per denunciare il grave accaduto sarebbe stata una cittadina locale. Il post, testimonianza di una vicenda di grande gravità, ha suscitato indignazione e richieste di un intervento immediato, riaccendendo a livello nazionale l’attenzione sul delicato tema dei maltrattamenti sugli animali.

Le autorità starebbero indagando sulla vicenda e cercando di ricostruire con precisione la dinamica dei fatti. Secondo quanto si apprende, il presunto responsabile sarebbe già stato individuato. La nuova legge Brambilla, dedicata alla tutela degli animali, troppo spesso vittime di maltrattamenti e uccisioni immotivate, stabilisce che i casi di violenza più gravi, e soprattutto quelli che inducono alla morte, possono essere puniti anche con la reclusione.

Brambilla: “Atto di indicibile crudeltà

Ad esprimere sdegno in merito al tragico episodio, anche l’onorevole Michela Vittoria Brambilla, presidente della Lega italiana per la Difesa degli Animali e dell’Ambiente, attraverso un post pubblicato sui suoi profili social: ”Una foto scattata ieri a Longobucco, in provincia di Cosenza, mostra la carcassa di un cane, legato per il collo ad un pick-up: non si capisce se l’animale è morto soffocato durante il trascinamento oppure se, come affermato da chi guidava, il cane è stato trovato già morto ed era trasportato in questa barbara maniera“.

È assolutamente necessario accertare con l’autopsia le cause della morte – prosegue la nota di denuncia – e stabilire se siamo di fronte ad un atto di indicibile crudeltà o di spaventosa indifferenza. Nel primo caso sarebbe l’ennesima scossa per la coscienza civile di un Paese che ormai non tollera più i crimini ai danni degli animali“.

La legge Brambilla, per eventi di tale gravita, prevede una pena che arriva a quattro anni di reclusione e una sanzione pecuniaria, sempre abbinata, fino a 60mila euro. – conclude il post – Con la nostra LEIDAA ci batteremo perché su questa foto venga fatta chiarezza.”

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