Il mondo del calcio italiano trema di nuovo. Gianluca Rocchi, attuale designatore degli arbitri di Serie A e Serie B, è ufficialmente iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Milano. L’accusa è pesante: concorso in frode sportiva. Nella serata di venerdì 24 aprile 2026, al designatore sarebbe stato notificato un avviso di garanzia nell’ambito di un’inchiesta che punta a scoperchiare presunte irregolarità avvenute durante la stagione 2024/25.

​L’inchiesta e l’ombra di Calciopoli

​Il fascicolo, coordinato dal pubblico ministero Maurizio Ascione, non riguarda solo i vertici arbitrali ma sembra estendersi a diversi livelli del sistema calcio, coinvolgendo potenzialmente club e organi della FIGC. L’ipotesi di reato, la stessa che vent’anni fa diede il via allo scandalo Calciopoli, si concentra su possibili interferenze esterne volte a influenzare l’esito delle partite attraverso direttive arbitrali non trasparenti.

​Il caso Udinese-Parma e la “bussata” al VAR

​Al centro delle indagini ci sarebbero diversi episodi avvenuti nella sala VAR di Lissone. In particolare, i riflettori sono puntati sulla sfida Udinese-Parma del 1° marzo 2025. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, basate su video e audio acquisiti agli atti:

  • ​L’arbitro VAR Daniele Paterna era inizialmente orientato a non concedere un calcio di rigore per un presunto fallo di mano.
  • ​Improvvisamente, dopo quello che sembra un intervento esterno (definito colloquialmente come una “bussata” o una pressione fisica), Paterna avrebbe cambiato idea, suggerendo la on-field review al direttore di gara Maresca.
  • ​Il sospetto della Procura è che sia stato proprio Rocchi a indurre il cambio di decisione, uscendo dal suo ruolo di supervisore per esercitare una pressione diretta sugli addetti al VAR.

​La posizione dell’AIA e della Difesa

​Nonostante la gravità delle accuse, dagli ambienti dell’Associazione Italiana Arbitri (AIA) filtra una cauta difesa. Si sottolinea come molti degli episodi contestati siano stati già analizzati dalla giustizia sportiva e, in alcuni casi, archiviati. La difesa di Rocchi punta sulla totale trasparenza dell’operato del designatore, ricordando come gli audio dei dialoghi VAR siano stati spesso resi pubblici proprio per chiarire eventuali errori tecnici.

​Cosa rischia il sistema calcio?

​Se le accuse di frode sportiva dovessero essere confermate, le conseguenze sarebbero devastanti. Oltre al danno d’immagine per la classe arbitrale, che sotto la gestione Rocchi aveva puntato molto sull’apertura mediatica, si aprirebbero scenari di sanzioni pesanti non solo per i singoli, ma per l’intera struttura organizzativa del campionato.

​L’inchiesta è solo alle battute iniziali, ma la sensazione è che il calcio italiano stia per affrontare una delle sue primavere più buie