
Brutta notizia per gli appassionati di pallavolo. Un brutto infortunio in allenamento durante il collegiale della Nazionale italiana, in vista dei prossimi Mondiali, costringe Daniele Lavia a un lungo periodo di stop. Lo schiacciatore del Trentino Volley, – nativo di Cariati ma cresciuto a Rossano – titolare inamovibile della Nazionale, si è procurato una frattura scomposta alla mano destra. Già operato, Lavia non potrà partecipare alla rassegna iridata, in programma nelle Filippine dal 12 al 28 settembre.
I tempi di recupero, infatti, si prevedono molto lunghi, tanto da costringere Lavia a saltare anche buona parte del prossimo campionato di Superlega. A tal proposito, dura la presa di posizione della società trentina contro la Federazione di Pallavolo Italiana. “Nei prossimi giorni verrà invece affrontata con i vertici federali la tematica riguardante le responsabilità, ivi comprese quelle economico-finanziarie, considerando che l’atleta, per un infortunio subìto durante il lungo periodo di convocazione con la Nazionale Italiana, dovrà saltare una parte importante del Campionato di Superlega, con un notevole danno per il Club” recita il comunicato del Trentino Volley. Parole dalle quali emerge il perenne dualismo tra gli interessi dei Club e quelli delle Nazionali.
NESSUN RAPPRESENTANTE CALABRESE AI MONDIALI
Per il classe 1999 è una brusca frenata verso il sogno mondiale, dopo la recente conquista dell’argento alla Nations League. L’infortunio di Lavia priva la Calabria di tutti i suoi possibili rappresentanti. Infatti, si era già registrata l’inattesa esclusione da parte di mister Julio Velasco del libero Gabriele Laurenzano, anche lui di Rossano e compagno di squadra di Lavia al Trentino.
I due giovani rossanesi furono entrambi convocati un anno fa alle Olimpiadi di Parigi, dove conquistarono un quarto posto pieno di amarezza. Per Laurenzano non è bastato il titolo di Campione d’Italia con Trentino per confermare la fiducia di Velasco e il posto in Nazionale. Lavia, invece, può prendersela solo con la sfortuna, sperando che i tempi di recuperi siano – per quanto possibile – celeri.
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