Come Italia del Meridione chiediamo a tutti i consiglieri che dovranno esprimersi nella massima assemblea regionale rispetto al progetto di legge di fusione fra i Comuni di Cosenza Rende e Castrolibero, di riflettere bene prima di dare il via libera a una operazione che, se non sarà oggetto di sostanziali accorgimenti, rischierà di essere un vero e proprio oltraggio alla democrazia. Proprio nei giorni scorsi è intervenuto, fra gli altri, il Presidente del Coordinamento nazionale Fusioni fra Comuni Antonello Barbieri, la cui Associazione ha contribuito in passato alla realizzazione di innumerevoli fusioni in tutto il Paese.
Ebbene, il Presidente Barbieri, appellandosi al Presidente della Regione Roberto Occhiuto e ai consiglieri regionali, chiedeva un supplemento di riflessione e un nuovo percorso,inclusivo e ragionato, per scongiurare quella che appare ed è una fusione imposta dall’alto. Il Presidente Barbieri, nel suo ragionamento, sottolineava che le fusioni portano vantaggi solo quando sono capite e condivise da tutti i soggetti coinvolti. Oggi, aggiungiamo noi di Italia del Meridione, così non è se è vero come è vero che con la recente modifica alla legge regionale si è eliminato il cosiddetto atto di impulso dei consigli comunali interessati e contestualmente si e’ sottolineato, guardandosi bene dal modificarlo, il carattere consultivo del referendum regionale il cui esito, peraltro, non sarà determinato dell’esito del voto dei cittadini di ciascuno dei singoli Comuni ma da tutto il corpo elettorale complessivo dei tre Comuni.
Autonomie locali,sindaci e cittadini saranno dunque mortificati e non avranno nessuna voce in capitolo nel processo decisionale. Sarebbe la prima volta in Italia che questo accade, giacché delle 128 fusioni realizzate dal dopoguerra quella dell’area urbana cosentina sarebbe la prima e unica a nascere senza alcun atto di impulso dei consigli comunali coinvolti. C’è bisogno allora di un cambio di rotta e, ci auguriamo, di un ravvedimento operoso di tutti i consiglieri regionali della Calabria.






















