Cosenza in Serie C (foto Francesco Farina)
Cosenza in Serie C (foto Francesco Farina)

Il campionato di Serie B volge al termine. In coda l’unico verdetto ufficiale al momento riguarda proprio la retrocessione matematica del Cosenza Calcio. Dalla società tutto tace. Nessun comunicato, nessuna risposta alle richiesta di conferenza stampa promossa dalla nostra testata. Nulla di nulla. La notizia più interessante riguarda i nuovi parametri imposti dalla Lega Pro per l’iscrizione al campionato 2025-2026.

L’ultima annata è stata per la Lega Pro a dir poco travagliata. Penalizzazioni e clamorose esclusioni hanno indotto a modificare un regolamento che punta a evitare nuovi casi come quelli di Turris, Taranto e Lucchese. Ecco le principali novità.

Serie C 2025/26, svolta nei criteri di iscrizione

Le società, entro il 6 giugno 2025, dovranno rispettare una lunga serie di adempimenti economico-finanziari e organizzativi. L’obiettivo è quello di far si che tutte le società possano presentarsi al campionato con i conti in regola e strutture adeguate.

Questi i principali punti chiave della riforma:

1. Anticipo delle scadenze.
Il primo grande cambiamento riguarda la data di scadenza per l’iscrizione, fissata al 6 giugno 2025. Un anticipo pensato per garantire controlli più puntuali da parte della Covisoc, che il 9 giugno verificherà tutta la documentazione.

2. Fideiussione raddoppiata.
L’importo della fideiussione obbligatoria viene raddoppiato: da 350mila a 700mila euro, da presentare tramite banche iscritte all’albo della Banca d’Italia o compagnie assicurative con rating elevato (minimo Baa2 per Moody’s o BBB per S&P). Un modo per garantire che le società abbiano solidità alle spalle.

3. Pagamento stipendi e indice di liquidità.
Per ottenere la Licenza Nazionale, le società dovranno dimostrare di aver pagato regolarmente gli stipendi di aprile a tutti i tesserati e dipendenti. Inoltre, dovranno rispettare un indice di liquidità minimo di 0,8. In caso contrario, sarà necessario effettuare un versamento compensativo (entro il 6 giugno) attraverso:aumento di capitale, versamenti in conto copertura perdite,finanziamenti infruttiferi dei soci. Se i parametri relativi all’indebitamento superano determinati valori soglia (1,2 per l’indebitamento e 0,7 per il costo del lavoro allargato), l’importo richiesto verrà aumentato del 15%.

4. Alternativa: deposito cauzionale.
In alternativa alla fideiussione, i club potranno scegliere di costituire un deposito a garanzia (escrow account) presso una banca autorizzata. Anche in questo caso, l’importo sarà di 700mila euro, riducibile a 350mila solo se l’indice di liquidità rispetta i limiti.

5. Infrastrutture e impianti.
Le società dovranno indicare con precisione sede e impianto sportivo, corredati dall’autorizzazione alla vigilanza. Il controllo sarà effettuato entro il 9 giugno, con ufficializzazione dei club ammessi entro la metà del mese.

6. Ripartizione proventi Serie B.
Chi aspira alla promozione dovrà accettare formalmente la normativa che prevede una diversa (e minore) ripartizione dei proventi dalla Serie B. Un altro passo nella direzione della trasparenza e dell’equilibrio finanziario.

L’obiettivo della riforma è chiaro: garantire la regolarità del campionato, tutelare i tesserati e restituire credibilità a una categoria che ha visto ergersi a protagoniste società improvvisate, progetti fragili, promesse non mantenute. Chi vorrà partecipare alla Serie C 2025/26 dovrà essere realmente in grado di sostenere le spese, con bilanci in ordine, stipendi versati e infrastrutture idonee. Il calcio professionistico, di cui la Lega Pro fa parte non può più tollerare che i campionati siano falsati da squadre escluse a metà stagione o giocatori costretti a scendere in campo senza stipendio.