Cosenza, inaugurata la prima "Culla per la vita" della Calabria
Cosenza, inaugurata la prima "Culla per la vita" della Calabria

Lo scorso giovedì 30 gennaio, Cosenza è divenuta protagonista dell’inaugurazione della prima “Culla per la vita” della Calabria. Si tratta di uno spazio anonimo, installato presso l’ospedale “Annunziata” di Cosenza, che consentirà alle mamme impossibilitate a tenere i propri neonati di affidarli alla struttura sanitaria in totale sicurezza e anonimato. I sanitari, prontamente allertati da un sistema di allarmi interno, si occuperanno dell’immediata cura del neonato, per poi avviare le pratiche di adozione.

La “Culla per la vita” di Cosenza è collocata accanto all’ingresso principale dell’ospedale “Annunziata” di Cosenza.

Si tratta di una novità che testimonia l’attenzione della sanità pubblica verso le aree del disagio e verso l’adozione di percorsi risolutivi rispetto alle esigenze anche di carattere sociale – ha dichiarato il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza, Vitalino de Salazar Tutto il personale ha sostenuto con entusiasmo questa iniziativa” (Dichiarazioni riportate dall’ANSA).

Solo chiudendosi la porta alle spalle è possibile, attraverso un secondo pulsante, azionare il dispositivo di apertura della serrandina che protegge la termoculla, perennemente riscaldata. – ha invece spiegato il direttore del Dipartimento Materno Infantile, Gianfranco ScarpelliUn gruppo elettrogeno dedicato garantisce la continuità di funzionamento di tutti i dispositivi.”

Dopo il deposito del neonato o della neonata scatta un’allerta alla terapia intensiva neonatale, al centralino dell’ospedale ed alla sala operativa del servizio di vigilanza. Immediatamente un medico e un infermiere raggiungono i locali e, attraverso una seconda termoculla da trasporto, nel giro di pochi minuti conducono il piccolo in reparto. – ha concluso – Ricordo a tutti che comunque è possibile partorire in sicurezza in ospedale chiedendo poi di non essere nominata, una procedura che tutela sia l’anonimato della mamma garantendole comunque sicurezza, che il benessere del nascituro” (Dichiarazioni riportate dall’ANSA).

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