Gianluca Vialli

Gianluca Vialli è morto oggi a Londra all’età di 58 anni. Era malato da anni di tumore al pancreas. È stato giocatore, allenatore e leggenda nel mondo del calcio. Idolo e simbolo di un’intera generazione calcistica.

Ha ispirato milioni di persone con la sua dedizione al mondo dello sport, dimostrando come siano possibili successi immensi anche quando le avversità sembrano insormontabili. Tanti avevano sperato in una sua proverbiale rovesciata che sconfiggesse anche il male al pancreas con cui guerreggiava da 5 lunghi anni. Ma la vita terrena di Gianluca ha avuto un epilogo triste purtroppo.

La storia

A sedici anni Gianluca esordisce in Serie C1, poi gioca tre stagioni in B. Il primo a puntare forte su di lui è Emiliano Mondonico, che lo schiera tornante nella sua Cremonese. Così Vialli finisce alla Sampdoria di Mantovani, un segno del destino. Con Vujadin Boskov, la squadra diventa improvvisamente una famiglia. Roberto Mancini un fratello, l’allenatore jugoslavo un padre, Mantovani un mentore e lo storico scudetto una delle più importanti vittorie. In blucerchiato vince anche: tre Coppe Italia, una Supercoppa, una Coppa delle Coppe. Quella Coppa dei Campioni sfumata a Wembley per opera del Barcellona di Koeman, arriva qualche anno più tardi all’Olimpico con la Juve di Marcello Lippi.

Subito dopo prepara la valigia. Lo aspetta il Chelsea, squadra ambiziosa che vuole provare a vincere una Premier League che è ancora anni indietro rispetto al calcio italiano. Gianluca va e ribalta l’Inghilterra. Introduce nuovi metodi di allenamento, cambia la mentalità di un movimento intero. Prima da giocatore, poi da allenatore. In tre anni vince cinque titoli. Fra cui una Coppa delle Coppe e una Supercoppa. Il suo è decisamente uno stile british.

Oltre ai suoi successi manageriali, è diventato anche un esperto del mondo del calcio e un popolare commentatore di vari programmi televisivi. (Attenti a quei due con Paolo Rossi)

Oggi il calcio piange Gianluca Vialli e la Figc per ricordarlo ha disposto un minuto di raccoglimento da osservare prima di tutte le gare dei campionati di calcio in programma nel prossimo fine settimana.

LE DICHIARAZIONI DI AMICI E ADDETTI AI LAVORI

Ciao Gianluca“: la Juventus saluta così Gianluca Vialli. Il presidente della Figc, Gabriele Gravina lo ricorda così: “Sono profondamente addolorato, ho sperato fino all’ultimo che riuscisse a compiere un altro miracolo, eppure mi conforta la certezza che quello che ha fatto per il calcio italiano e la maglia azzurra non sarà mai dimenticato. Senza giri di parole: Gianluca era una splendida persona e lascia un vuoto incolmabile, in Nazionale e in tutti coloro che ne hanno apprezzato le straordinarie qualità umane“.

il sindaco di Cremona Gianluca Galimberti ha appreso della scomparsa di Vialli “con estremo dolore“. Per il resto, racconti e ricordi, moltissimi dei quali condivisi con l’attuale ct della nazionale Roberto Mancini (negli anni ’90 li chiamavano “i gemelli del gol”) con il quale ha contributo all’ultimo successo agli Europei in Inghilterra con un ruolo fortemente voluto dal suo amico “Mancio” (capo delegazione della Nazionale). L’abbraccio di Wembley è un’immagine iconica.

LA LEZIONE DI GIANLUCA VIALLI

Nel 2017 affronta con grande  coraggio la scoperta della malattia, un tumore al pancreas definendolo anche in diverse interviste come un “compagno di viaggio”. “La malattia ti può insegnare molto di come sei fatto, essere anche un’opportunità. Non dico al punto di essere grato nei confronti del cancro, eh”, (“Goals”-2018).