Massimo Zilli (foto Farina)
Massimo Zilli (foto Farina)

Doveva essere per Massimo Zilli l’anno della consacrazione in Serie B, dopo lo scintillante finale di campionato della passata stagione. Poche presenze, sotto l’ala protettiva di Bisoli, che hanno consentito al Cosenza il raggiungimento di un’insperata salvezza.

Il gol pesantissimo contro il Cittadella. Il rigore procurato a Pisa e il suo ingresso nel secondo tempo contro il Vicenza, sono risultati decisivi per centrare la permanenza in cadetteria. Sembrava un destino segnato per il classe 2002 nativo di Udine.

Invece si è perso anche lui nella mediocrità generale espressa in questo campionato dalla squadra rossoblù. A dire il vero sono state davvero poche le opportunità che Zilli ha avuto per mettersi in mostra. Né con Dionigi prima, né con Viali poi, il suo minutaggio in campo è stato sempre ridotto al lumicino. Massimo è un ragazzo di soli ventuno anni, non bisogna scordarlo mai prima di dare giudizi affrettati. La giovane età infatti può rappresentare un boomerang pericoloso. Soprattutto da un punto di vista emotivo.

Non era certo un fenomeno la passata stagione, non può essere diventato un brocco all’improvviso nel campionato in corso. E’ chiaro che in questo momento il 40 rossoblù appaia depresso, calcisticamente parlando ovviamente. Non sente la fiducia intorno a sé. I pochi minuti in cui scende in campo sono semplicemente lo specchio, il riflesso del suo attuale stato d’animo.

Zilli è un patrimonio del Cosenza, che ha deciso di blindarlo con un contratto pluriennale. Il club deve provare a recuperarlo in qualche modo. Non si può correre il rischio di disperdere un calciatore che un domani potrebbe rappresentare una ghiotta plusvalenza.