Mondiali

Oltre a consacrare la supremazia della Francia, la terza giornata dei sedicesimi di finale dei Mondiali mette in luce due mine vaganti del torneo. Battendo rispettivamente Costa d’Avorio ed Ecuador, Norvegia e Messico approdano infatti agli ottavi.

Norvegia agli ottavi dei Mondiali grazie a Nusa e Haaland

Il primo sedicesimo del giorno regala una sfida vibrante tra Costa d’Avorio e Norvegia, a riprova che le partite più avvincenti non sono necessariamente quelle tra squadre blasonate. L’avvio di gara è abbastanza bloccato, solo qualche strappo dei velocisti ivoriani vivacizza il gioco. A spezzare l’equilibrio ci pensa Nusa, che pennella un perfetto destro a giro sul secondo palo.

Nella ripresa, i fantasisti africani provano invano a penetrare nella difesa norvegese, abbassatasi ancor di più. Ma l’ingresso in campo di Diallo cambia la partita. L’ex Atalanta salva prima il 2-0 sulla linea e poi un suo assolo permette agli Elefanti di pareggiare. Credendo che l’inerzia della gara possa premiarla, la Costa d’Avorio alza il proprio baricentro.

Tuttavia, una disattenzione difensiva concede ai Løvene la rete del 2-1, a firma del solito Haaland. Come Olanda-Marocco, il match tra Costa d’Avorio e Norvegia fa fuori una nazionale che avrebbe quantomeno meritato di spingersi fino al turno successivo. Se il rammarico è tanto in casa ivoriana, si fa festa in Scandinavia. La Norvegia, ritornata ai Mondiali dopo ventotto anni, raggiunge gli ottavi di finale, proprio come fece nel 1998.

Dominio francese sulla Sveza

La sfida tra Francia e Svezia attesta invece la superiorità de Les Bleus rispetto alle altre selezioni. Gli uomini di Deschamps fanno inizialmente fatica a trovare spifferi tra la difesa gialloblù, tant’è che provano solo conclusioni dalla distanza. Al tramonto del primo tempo, sale in cattedra Mbappé che dà il là al festival francese.

Nella ripresa, partono dai piedi del giocoliere Olise il raddoppio e il tris della Francia. Capitalizzano le imbucate del trequartista del Bayern Monaco prima Barcola e poi nuovamente il centravanti del Real Madrid. Non è pervenuta la Svezia, che può solo evitare la goleada a fronte del gioco sul velluto dei transalpini.

Dopo aver messo in mostra tutto il suo repertorio, la Francia non può che essere la principale candidata ad alzare il trofeo. A Mbappé, Olise, Dembelé e Barcola/Doué basta uno strappo o una giocata di fino per fagocitare le difese avversarie. Avere ben quattro calciatori di spiccata tecnica che possono accendere una partita in qualsiasi momento fa la differenza. Anche le altre favorite per il titolo ne dispongono, ma non quanti la vincitrice dei Mondiali del 2018.

Il Messico stupisce ancora

La più grande sorpresa di questa rassegna iridata è senz’altro il Messico. Reduce dall’all-in di successi nel proprio girone, El Tricolor sbaraglia ai sedicesimi anche l’Ecuador. La formazione di Aguirre mette sin dall’inizio le carte in tavola, azzannando la preda guidata da Beccacece. Quiñones e Jimenez, nel giro di nove minuti, indirizzano la partita non lasciando scampo all’estremo difensore Galíndez.

Presentatasi con un assetto troppo conservativo, la Tri non riesce neanche nella seconda frazione a riprendersi e a colpire gli avversari. Nessuno si salva tra le fila dei sudamericani, in modo particolare Pedro Vite, da cui ci si aspettava la solita abnegazione in fase di impostazione e interdizione. La delusione è cocente per gli ecuadoriani, le cui speranze erano state alimentate dalla vittoria per 2-1 sulla Germania.

L’entusiasmo è invece palpabile a Città del Messico. Vásquez e compagni sono gli unici a non aver subìto ancora un gol, riuscendo a mantenere la porta inviolata in tutti e quattro gli incontri. La solidità dei messicani valorizza maggiormente il loro percorso, che potrebbe però interrompersi agli ottavi. Se non si autolesionerà contro il Congo, sarà infatti l’Inghilterra la sfidante del Tricolor.

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