La complessa e dolorosa vertenza Amaco Cosenza ha registrato nelle ultime ore una drammatica battuta d’arresto. La rottura definitiva della trattativa per il salvataggio dello storico comparto del trasporto pubblico locale (Tpl) della città dei Bruzi ha riacceso i riflettori su quello che le sigle sindacali definiscono senza mezzi termini un vero e proprio “disastro sociale e istituzionale”.

​Il fallimento dell’accordo mette a rischio immediato il futuro di 108 famiglie e minaccia di privare la cittadinanza di un servizio pubblico essenziale.

​Il profondo rammarico delle sigle sindacali

​Le rappresentanze dei lavoratori, in testa la Cisl e i referenti sindacali territoriali, hanno espresso un fortissimo rammarico per l’esito dei tavoli negoziali. Nonostante i mesi di esercizio provvisorio e i tentativi di mediazione legati alla liquidazione giudiziale dell’azienda, l’assenza di soluzioni concrete e strutturali ha portato alla paralisi dei negoziati.

​”Siamo di fronte a un vicolo cieco che fa pagare il prezzo più alto ai dipendenti storici”, denunciano i sindacati. “I lavoratori hanno già sostenuto sacrifici enormi in questi anni di crisi, vedendosi privati della contrattazione di secondo livello e operando in condizioni di totale precarietà organizzativa.”

​Il nodo centrale resta la salvaguardia del perimetro occupazionale e la gestione del patrimonio chilometrico (circa 2 milioni di chilometri di rete), risorsa di proprietà della Regione Calabria che, secondo i piani originari, avrebbe dovuto garantire la continuità aziendale attraverso il consorzio Cometra o un nuovo soggetto pubblico.

​I rischi per la città di Cosenza

​La fine delle trattative apre uno scenario cupo su due fronti strettamente connessi. Da un lato l’emergenza occupazionale con il rischio concreto dii licenziamenti collettivi per i 108 operatori ex Amaco. Dall’altro il blocco della mobilità. Infatti, senza un subentro d’urgenza, la città di Cosenza rischia la paralisi totale dei trasporti urbani, danneggiando pesantemente studenti, lavoratori e fasce deboli.

​La richiesta d’intervento alla Regione Calabria

​Di fronte a questo stallo, i sindacati rivolgono un appello perentorio e urgente ai vertici della Cittadella Regionale. La richiesta è quella di predisporre misure straordinarie per blindare il servizio e imporre la clausola sociale. La politica e le istituzioni locali, a ogni livello, sono chiamate a ritrovare immediatamente la strada del dialogo. Il tempo è ormai scaduto: Cosenza non può permettersi né di perdere i propri autisti né di vedere svanire il proprio diritto alla mobilità.