Massimo Zilli (foto Farina)
Massimo Zilli (foto Farina)

L’allenatore fa il suo, o quello che gli impone l’etichetta in Italia, paese avvezzo a dare piena fiducia ai giovani, più preoccupato dei rischi che dei benefici. Succede nel calcio e in altri ambiti. Il tecnico di turno quindi pensa prima di tutto a deresponsabilizzare, levare pressioni.

Chiare e dirette in tal senso, nello specifico in riferimento all’assenza di Aldo Florenzi, le parole di Viali al termine di Cittadella-Cosenza: “Non possiamo dare questa responsabilità ad un classe 2002. È molto bravo ma nella prima mezz’ora avremmo fatto fatica anche con lui“. Non esiste la controprova, solo l’impressione comprovata dai fatti che con il giovane centrocampista sardo abile e arruolabile la musica spesso è cambiata. Lo ha detto il campo finora. Ma la domanda che frulla nel cervello degli appassionati alle sorti del Cosenza Calcio da ieri è un’altra. Sorge dopo aver osservato la prestazione di Massimo Zilli nei secondi 45 minuti delTombolato, quelli che gli sono stati regalati da Viali.

Massimo Zilli in azione durante Cosenza-Bari (foto Farina)
Massimo Zilli in azione durante Cosenza-Bari (foto Farina)

Come è possibile che questo ragazzone di oltre 1,90 m sia stato relegato ai margini per tutti questi mesi? Ritrovata la fiducia smarrita per colpa di chi lo aveva inspiegabilmente accantonato (è stato decisivo nella salvezza della scorsa stagione) il fenicottero friulano ha ripreso a volare con l’eleganza che lo contraddistingue. Non si abbia paura di responsabilizzarlo troppo. Sia lui che Florenzi hanno sale in zucca, la giusta umiltà e i piedi ben piantati per terra. Non si corrono pericoli in tal senso. Due talenti che rappresentano il futuro del Cosenza (si spera), realtà e ambiente dove da tempo non si vedevano giovanotti di belle speranze trovare le luci della ribalta. La giovane età non può più essere considerata una discriminante, sebbene un valore aggiunto. Vedi ora quante nazionali sfoggiano calciatori neanche maggiorenni sul palcoscenico del campionato mondiale.

Su una cosa però si può essere tutti più o meno d’accordo. Zilli e Florenzi non saranno certo i salvatori della patria. È innegabile però che contribuiscano in maniera determinante ad alzare il tasso tecnico di una squadra su questo aspetto deficitaria. Tra la gara con il Palermo e quella di ieri con il Cittadella, il loro apporto ha fruttato 4 punti in classifica. Oro che cola. E allora di due come loro difficilmente ci si può privare.